Trentino in camper: il nostro itinerario di 15 giorni tra Dolomiti, laghi e trekking

Se stai organizzando un viaggio in Trentino in camper e ami la montagna, sei nel posto giusto.

In questo articolo ti raccontiamo il nostro itinerario di 15 giorni tra le Dolomiti, fatto nell’agosto 2023, con tutti i trekking, le soste camper, i costi evitabili, gli errori che abbiamo commesso e i consigli che avremmo voluto conoscere prima di partire.

Abbiamo scelto di spendere il meno possibile in campeggi, preferendo aree sosta e parcheggi gratuiti ogni volta che è stato possibile.

Una cosa però devi saperla subito…

La parola d’ordine di questo viaggio è stata CAMMINARE.

In quindici giorni abbiamo percorso oltre 180 km a piedi tra rifugi, laghi alpini e alcune delle montagne più belle delle Dolomiti.

Non è un itinerario adatto a tutti, ma può essere facilmente adattato scegliendo qualche impianto di risalita in più oppure dedicando più tempo al relax.

Se ami la natura e vuoi vivere la montagna senza limitarti ai punti panoramici raggiungibili in auto, questo viaggio potrebbe ispirare anche la tua prossima vacanza.

Buona lettura!

Indice

  • Giorno 1 – Arrivo in Val di Fiemme e shopping all’Outlet La Sportiva
  • Giorno 2 – Trekking alle Torri del Vajolet e Lago di Carezza
  • Giorno 3 – QC Terme e Passo Pordoi
  • Giorno 4 – Trekking al Rifugio Viel del Pan
  • Giorno 5 – Città dei Sassi e Rifugio Friedrich August
  • Giorno 6 – Monte Seceda
  • Giorno 7 – Trekking sull’Alpe di Siusi
  • Giorno 8 – Piramidi di Terra e Lago di Anterselva
  • Giorno 9 – Monte Specie
  • Giorno 10 – Rifugio Città di Carpi e Forcella della Neve
  • Giorno 11 – Lago di Sorapis
  • Giorno 12 – Val Venegia e Baita Segantini
  • Giorno 13 – Relax a Canazei
  • Giorno 14 – Lago di Antermoia
  • Giorno 15 – Ferrata Cermiskyline e Laghi di Bombasel
  • Conclusioni

GIORNO 1 – Arrivo in Val di Fiemme e shopping all’Outlet La Sportiva

Prima tappa del viaggio

Finalmente sono arrivate le ferie! Carichiamo il camper, salutiamo casa e partiamo in direzione Trentino. Il primo giorno lo dedichiamo quasi interamente al viaggio, senza la fretta di raggiungere subito una meta. Le vacanze, per noi, iniziano già durante il tragitto.

Riusciamo però ad arrivare in tempo per fare una tappa che avevamo programmato da giorni: l’Outlet La Sportiva di Ziano di Fiemme. Per chi ama la montagna è difficile uscire a mani vuote… e infatti anche noi ci concediamo qualche acquisto per affrontare al meglio i trekking dei giorni successivi.

Dopo un po’ di shopping ci fermiamo per cena e, con l’entusiasmo di chi sa che il bello deve ancora cominciare, ci spostiamo verso la Val di Fassa.

Dove abbiamo dormito con il camper

Per la nostra prima notte scegliamo il parcheggio gratuito degli impianti di Pera di Fassa. Arriviamo quando ormai il sole sta calando, prepariamo tutto l’occorrente per il giorno successivo. Domani si inizia a fare sul serio.

L’avventura nelle Dolomiti è finalmente cominciata.

La montagna era ancora tutta da scoprire, ma quella sera, addormentandoci nel camper con gli scarponi già pronti accanto alla porta, avevamo la sensazione che ci aspettassero quindici giorni davvero speciali.

Giorno 2 – Trekking alle Torri del Vajolet e tramonto al Lago di Carezza

Salita alle Torri del Vajolet

Primo risveglio in vacanza, si respira tutta un’altra aria. Il cielo è di quell’ azzurro che non vedi da una grigia città, c’è il sole e un paio di nuvole che danno quel tocco in più. Alle 9.30 prendiamo i biglietti agli impianti Catinaccio Ciampedie e saliamo sulla prima seggiovia in direzione Gardeccia. Dall’arrivo della seconda seggiovia Vajolet II iniziamo a camminare su un sentiero ghiaioso abbastanza largo. Sono tanti gli escursionisti che incontriamo sul sentiero, vediamo anche uno arrampicarsi su una parete. Il tempo di scattare un paio di foto alla croce e al rifugio Vajolet che già ci rimettiamo in cammino perché l’obiettivo è ancora più su. Ora il sentiero si fa più interessante, lo spazio per i piedi diminuisce e ci si aiuta con dei cavi di acciaio per trovare la via giusta sulle rocce. Abbiamo visto dei ragazzi salire con i cani e doverli prendere in braccio… lo sconsiglio vivamente! E’ troppo pericoloso per l’animale e per chi non si tiene attaccato ai cavi. Dopo 850m D+ e 3 ore di salita si apre il sipario su una vista da film! Non è uno scherzo.. qui hanno girato una scena di Rocky. Le tre Torri Meridionali del Vajolet sono la struttura più caratteristica dell’intero gruppo dolomitico del Catinaccio, ci siamo riempiti gli occhi di questo spettacolo e il cellulare di foto pazzesche. Pranzo al sacco e si riscende verso il camper, riprendiamo le stesse due seggiovie dell’andata e concludiamo il primo trekking della vacanza con 12,3 km nelle gambe.. un buon riscaldamento !

Alle 16.30 siamo già in camper, ci facciamo una doccia e uno spuntino poi decidiamo di andare a vedere un altro punto famoso e più semplice da raggiungere, il Lago di Carezza.

Il Lago di Carezza al tramonto

Ci arriviamo alle 18.45 quando non ci sono già più turisti e riusciamo a fare delle splendide foto. Le montagne e il cielo si riflettono nell’acqua come uno specchio. PS: prova a girare la foto sottosopra, non ti accorgerai quasi della differenza !

Dove abbiamo sostato con il camper

Per la notte ci parcheggiamo a Pozza di Fassa, il parcheggio gratuito sulla Strada Dolomites ha 5 posti riservati ai camper, altrettanti riservati ai bus e i restanti riservati alle auto.

Quando siamo arrivati noi, non c’erano posti camper disponibili e abbiamo parcheggiato perfettamente nelle righe dei posti auto, finestre chiuse e niente fuori dal camper… Non è bastato per la sorpresa che ci siamo trovati l’indomani mattina ☹  

Giorno 3 – Relax alle QC Terme e notte al Passo Pordoi

La nostra prima (e unica) multa del viaggio

Questa mattina il “buongiorno” ce lo dà la polizia locale con una bella multa per sosta non consentita… abbiamo provato a discutere e giustificarci con tanto di codice della strada alla mano ma la poliziotta disse che la normativa di Pozza di Fassa vieta il parcheggio dei camper nelle aree non riservate. Ci teniamo la multa sul parabrezza e andiamo a fare un giro per le vie del centro. Non sarà una multa a rovinarci l’umore anzi… guarda caso per quel pomeriggio avevamo prenotato l’ingresso alle QC Terme. 

Pomeriggio di relax alle QC Terme

Non siamo amanti delle SPA ma una bella sauna con vista Dolomiti ci fa cambiare idea. Il cielo si è annuvolato, camminiamo in accappatoio e ciabatte tra una vasca e l’altra, troviamo libera la tinozza con l’idromassaggio e ci godiamo questo pomeriggio rilassante all’aperto concludendo con un buon aperitivo al bar delle QC Terme.

Dove abbiamo dormito al Passo Pordoi

Rientrati al camper ceniamo presto e ci spostiamo per passare la notte al Passo Pordoi. Il parcheggio è a pagamento 30€ a notte- Strada Statale N. 48. C’è anche un parcheggio gratuito due curve più in basso a lato strada (ved. Park4Night).

⚠️ Errore dei VanveriAbbiamo parcheggiato il camper in un normale posto auto pensando fosse consentito.La mattina successiva ci siamo ritrovati una multa sul parabrezza.Morale?Controllate sempre le ordinanze comunali, anche quando il parcheggio sembra regolare.

GIORNO 4 – Trekking al Rifugio Viel del Pan con vista sulla Marmolada

Uno dei sentieri panoramici più belli del Trentino

Ci svegliamo al Passo Pordoi con una vista che da sola vale già il viaggio. Davanti a noi si stagliano le montagne del Gruppo del Sella e del Sassolungo, illuminate dalla luce del mattino.

Per oggi abbiamo scelto uno dei trekking più panoramici delle Dolomiti: il sentiero che conduce al Rifugio Viel del Pan.

È un percorso piuttosto semplice, perfetto anche per chi non cerca escursioni troppo impegnative, ma capace di regalare panorami incredibili. Per tutta la camminata la nostra compagna di viaggio è lei, la regina delle Dolomiti: la Marmolada, con il suo maestoso ghiacciaio che domina il paesaggio.

Il sentiero attraversa il Rifugio Fredarola, il Rifugio Luigi Gorza e numerosi punti panoramici affacciati sul Lago Fedaia e sul Piz Boè. Ogni pochi minuti ci fermiamo per scattare una foto, ma nessuna riesce davvero a rendere giustizia a quello che stiamo vedendo.

Alla fine della giornata il nostro GPS segna 13 km e 490 metri di dislivello positivo.

Ancora una volta torniamo al camper con quella piacevole sensazione di stanchezza che solo una giornata trascorsa in montagna sa regalare.

Tramonto al Passo Sella

Dopo una doccia veloce e qualcosa da mangiare, rimettiamo in moto il camper.

Una delle strategie che adottiamo spesso durante i nostri viaggi è quella di spostarci in serata. Le strade sono molto più tranquille e, soprattutto ad agosto, è decisamente più facile trovare parcheggio.

Verso le 19:30 arriviamo al Passo Sella.

Il sole sta ormai tramontando e la luce calda rende ancora più spettacolari le pareti del Sassolungo. Ci godiamo il silenzio della sera, consapevoli che il giorno successivo ci aspetta una delle escursioni più famose di tutto il viaggio.

Dove abbiamo trascorso la notte

Dormiamo nel parcheggio gratuito lungo la Strada Statale del Sella, proprio di fronte all’Hotel Mariaflora.

Una posizione perfetta per partire presto la mattina seguente.

💡 Consiglio dei Vanveri

Se viaggi in alta stagione, prova a raggiungere i passi dolomitici nel tardo pomeriggio o in serata. Troverai meno traffico, temperature più piacevoli e molte più possibilità di trovare posto per la notte.

GIORNO 5 – Città dei Sassi e Rifugio Friedrich August

Passeggiata tra i massi della Città dei Sassi

Questa mattina il cielo non è dei migliori. È grigio e molto nuvoloso, ma decidiamo comunque di partire.

La montagna ci ha insegnato una cosa: il meteo può cambiare da un momento all’altro e spesso vale la pena provarci.

La prima tappa è la Città dei Sassi, uno dei luoghi simbolo della Val Gardena.

Lungo il percorso ci fermiamo ad osservare con curiosità la storica bidonvia Forcella Sassolungo, soprannominata anche “funivia bara” per la sua particolare cabina verticale che può trasportare soltanto una o due persone per volta.

Poco dopo iniziamo a passeggiare tra gli enormi blocchi di roccia che danno il nome alla Città dei Sassi. È incredibile come la natura sia riuscita a creare un paesaggio così particolare.

Tra una nuvola e l’altra riusciamo anche ad ammirare il profilo del Sassolungo.

Il percorso è breve e rilassante: 4,2 km con appena 110 metri di dislivello.

Il Rifugio Friedrich August e gli yak

Dopo pranzo il meteo continua a regalarci una tregua.

Ne approfittiamo per indossare di nuovo gli scarponi e raggiungere il Rifugio Friedrich August, situato a circa 2.300 metri di quota.

La salita è breve ma molto piacevole. Ancora prima di arrivare sentiamo il caratteristico muggito degli yak che vivono nei pascoli vicino al rifugio.

Vederli così da vicino è stata una sorpresa davvero inaspettata.

Dopo una breve sosta decidiamo di proseguire ancora un po’ lungo il sentiero, godendoci il panorama prima di rientrare.

Anche questo pomeriggio aggiungiamo altri 8,6 km e 240 metri di dislivello al nostro viaggio.

Dove abbiamo trascorso la notte

Nel tardo pomeriggio ci spostiamo a Santa Cristina Val Gardena, dove parcheggiamo nell’area della funivia Col Raiser.

Domani ci aspetta una delle montagne più iconiche delle Dolomiti.

GIORNO 6 – Monte Seceda senza cabinovia

La salita a piedi fino al Seceda

Siamo arrivati al sesto giorno di viaggio.

Le gambe ormai si sono abituate a camminare e oggi avranno davvero bisogno di tutto l’allenamento accumulato.

L’obiettivo è il Monte Seceda, ma c’è una scelta da fare.

La cabinovia Col Raiser costa 34 euro a persona andata e ritorno. Per due persone significa spendere quasi 70 euro.

Noi decidiamo di risparmiare quei soldi… e guadagnarci il panorama passo dopo passo.

La salita attraversa un fitto bosco, poi lascia spazio a immensi prati di montagna dove gli alpeggiatori stanno raccogliendo il fieno appena tagliato. Il paesaggio cambia continuamente e rende la fatica molto più piacevole.

Ci fermiamo in un rifugio per bere un caffè e rimaniamo un po’ sorpresi quando scopriamo il prezzo: 4 euro per un caffè al banco. È uno di quei piccoli episodi che ancora oggi ricordiamo con un sorriso.

Un panorama che ripaga ogni fatica

Dopo quasi sette chilometri di salita il sentiero ci regala finalmente la vista che aspettavamo.

Il Monte Seceda.

Imponente, elegante, quasi irreale.

Per qualche minuto rimaniamo semplicemente in silenzio ad ammirarlo.

È uno di quei luoghi che nessuna fotografia riesce davvero a raccontare.

Purtroppo è anche uno dei posti più affollati delle Dolomiti. Moltissimi turisti arrivano direttamente con gli impianti di risalita e l’atmosfera è molto diversa da quella che abbiamo trovato lungo il sentiero.

Per il ritorno scegliamo un giro ad anello passando dalla Baita Troier, scoprendo scorci e formazioni rocciose che rendono la discesa interessante quasi quanto la salita.

Quando arriviamo al camper siamo completamente stanchi… ma anche questa volta ne è valsa assolutamente la pena.

Dove abbiamo trascorso la notte

In serata ci spostiamo verso l’Alpe di Siusi.

È il 10 agosto, il giorno del mio onomastico e la notte di San Lorenzo.

Dopo cena usciamo dal camper e alziamo gli occhi al cielo in cerca di qualche stella cadente.

È uno di quei momenti semplici che rimangono impressi quasi quanto i panorami delle Dolomiti.

💡 Consiglio dei Vanveri

Quando organizzi il tuo viaggio, ricorda che alcune regole sono cambiate rispetto al nostro itinerario del 2023. Prima di raggiungere l’Alpe di Siusi verifica sempre le normative aggiornate su parcheggi e soste camper: negli ultimi anni sono state introdotte nuove limitazioni e sistemi di prenotazione. In questo modo eviterai brutte sorprese e potrai goderti la giornata senza pensieri.

GIORNO 7 – Trekking sull’Alpe di Siusi fino al Rifugio Alpe di Tires

Camminando sull’altopiano più grande d’Europa

Anche oggi… si cammina!

Te l’avevo detto all’inizio dell’articolo: la parola d’ordine di questo viaggio sarebbe stata CAMMINARE, e ormai le nostre gambe iniziano davvero ad abituarsi ai continui dislivelli.

Raggiungiamo il parcheggio a pagamento di Compatsch, punto di partenza della nostra escursione sull’Alpe di Siusi, uno dei luoghi più iconici delle Dolomiti.

Appena scesi dal camper ci troviamo davanti un’immensa distesa verde. Pascoli infiniti, cavalli al pascolo, piccoli puledri curiosi e una lunga passerella in legno che ci accompagna nei primi passi del trekking.

Oggi il cielo è completamente limpido. Non c’è nemmeno una nuvola e il sole splende alto sopra le montagne. Ci fermiamo continuamente per scattare fotografie e, senza quasi accorgercene, a fine giornata torneremo anche con qualche bella scottatura.

Il giro ad anello tra rifugi e pascoli

Dopo i primi chilometri il sentiero diventa più stretto e iniziano i tornanti che ci accompagnano verso la Forcella Denti di Terrarossa.

Sono circa tre ore di salita, ma quando finalmente compare davanti ai nostri occhi il caratteristico tetto rosso del Rifugio Alpe di Tires, tutta la fatica sembra sparire.

Ci fermiamo qualche minuto ad ammirare il panorama prima di proseguire lungo il versante opposto.

Per il ritorno scegliamo un bellissimo giro ad anello che passa dal Rifugio Molignon e dal Rifugio Almrosen. Lungo il percorso incrociamo numerosi ciclisti in mountain bike e ancora tantissimi cavalli al pascolo, che rendono questa giornata ancora più speciale.

Alla fine il nostro orologio segna 18,6 km e 880 metri di dislivello positivo.

Una delle giornate più impegnative del viaggio… ma anche una delle più belle.

Dove abbiamo trascorso la notte

Nonostante la stanchezza, dopo cena rimettiamo in moto il camper.

Ormai abbiamo preso l’abitudine di spostarci in serata, così da trovare più facilmente parcheggio per la notte e partire già avvantaggiati il mattino seguente.

Questa sera raggiungiamo Perca, dove trascorriamo la notte nel parcheggio gratuito di Via Plata.

GIORNO 8 – Le Piramidi di Terra di Perca e il Lago di Anterselva

Un capolavoro scolpito dalla natura

Dopo diverse giornate dedicate ai trekking più impegnativi, oggi decidiamo di concedere un po’ di tregua alle gambe.

La prima tappa sono le Piramidi di Terra di Perca, uno dei fenomeni naturali più curiosi della Val Pusteria.

Dal parcheggio seguiamo il sentiero che, in poco più di un chilometro, ci conduce davanti a queste incredibili colonne di argilla sormontate da enormi massi.

Sono state modellate nel corso dei secoli da frane, pioggia, gelo ed erosione e possono raggiungere anche i 30 metri di altezza.

Osservarle dal vivo è davvero sorprendente. La natura, ancora una volta, riesce a stupirci.

Dopo qualche fotografia riprendiamo il viaggio.

Passeggiata intorno al Lago di Anterselva

Nel pomeriggio arriviamo al Lago di Anterselva.

Lasciamo il camper nel parcheggio e percorriamo il sentiero che compie l’intero giro del lago.

Sono appena 4,5 chilometri, ma probabilmente tra i più rilassanti dell’intera vacanza.

L’acqua è cristallina, le montagne si riflettono perfettamente sulla superficie del lago e ogni curva regala un panorama diverso dal precedente.

È uno di quei posti dove verrebbe voglia di fermarsi per ore senza fare altro che osservare il paesaggio.

Terminata la passeggiata ci accorgiamo di essere gli unici camper presenti nel parcheggio.

È già il momento di ripartire.

La nostra prossima destinazione è Cortina d’Ampezzo.

Dove abbiamo trascorso la notte

Per avvicinarci al trekking del giorno successivo raggiungiamo Carbonin, lungo la Strada Statale Alemagna.

Qui troviamo un comodo parcheggio dove trascorrere la notte immersi nel silenzio delle Dolomiti.

GIORNO 9 – Monte Specie con vista sulle Tre Cime di Lavaredo

Il trekking che ci ha regalato uno dei panorami più belli del viaggio

Avevo scoperto questo itinerario leggendo alcuni blog dedicati alle Dolomiti.

Il trekking sul Monte Specie aveva subito attirato la mia attenzione perché permetteva di partire da un versante e rientrare comodamente utilizzando l’autobus di linea.

Partiamo direttamente da Carbonin.

I primi chilometri si sviluppano interamente nel bosco e, lo ammetto, un pensiero continua a girarmi per la testa.

E se da dietro un albero spuntasse un orso?

Per fortuna rimane soltanto una fantasia.

Dopo circa quattro chilometri raggiungiamo il Rifugio Vallandro, nei pressi del quale si trovano ancora oggi alcune testimonianze della Prima Guerra Mondiale.

Ancora una ventina di minuti di salita e il bosco lascia spazio ad uno dei panorami più spettacolari dell’intero viaggio.

Davanti a noi si aprono finalmente le Tre Cime di Lavaredo.

Rimaniamo qualche minuto in silenzio ad ammirarle.

Sono quei momenti che ripagano completamente della fatica fatta per arrivare fin qui.

Una discesa tra grotte e tratti attrezzati

Per il ritorno scegliamo un sentiero diverso.

La discesa attraversa alcune piccole grotte e presenta brevi tratti attrezzati con scalette e catene che aggiungono un pizzico di avventura all’escursione.

Dopo aver concluso il giro ad anello, il nostro GPS segna 12,8 km e 880 metri di dislivello positivo.

Per rientrare al camper utilizziamo l’autobus di linea.

Un consiglio, però: controlla sempre gli orari delle corse, perché perdere l’ultimo autobus significherebbe dover percorrere diversi chilometri aggiuntivi a piedi.

Dove abbiamo trascorso la notte

Verso le 19 ci spostiamo sulle rive del Lago di Misurina.

Arrivando in serata troviamo facilmente posto nel parcheggio gratuito lungo la Strada Provinciale 49.

Da una parte abbiamo la strada, dall’altra un prato dove alcuni cavalli pascolano tranquilli.

È il luogo perfetto per concludere un’altra giornata indimenticabile nelle Dolomiti. 

GIORNO 10 – Rifugio Città di Carpi e Forcella della Neve

Una giornata che sembrava rilassante…

Dopo i lunghi trekking dei giorni precedenti decidiamo di prendercela un po’ più comoda.

Per una volta lasciamo riposare le gambe e approfittiamo della seggiovia Col de Varda, che ci permette di guadagnare quota senza affrontare tutta la salita a piedi.

Dal punto di arrivo della seggiovia iniziamo a camminare verso il Rifugio Città di Carpi, immersi nel tipico paesaggio dolomitico fatto di pareti rocciose, prati d’alta quota e panorami che non smettono mai di stupire.

Fino a qui tutto procede alla perfezione.

La Forcella della Neve: l’errore che non rifaremmo

Guardando la cartina decido di non tornare dallo stesso sentiero.

La Forcella della Neve, vista da lontano, sembra davvero affascinante e penso che possa regalarci un giro ancora più panoramico.

Non immagino minimamente quello che ci aspetta.

Man mano che ci avviciniamo, il sentiero diventa sempre più ripido e il terreno lascia spazio a una distesa di piccoli sassolini instabili.

Quando superiamo la forcella mi rendo conto che la discesa sarà ancora peggiore della salita.

Il sentiero è strettissimo, in alcuni punti faccio fatica persino ad appoggiare entrambi i piedi contemporaneamente e non c’è alcun appiglio.

Per un attimo penso davvero: “Aiuto…”

Per fortuna, come in ogni trekking, porto sempre con me i bastoncini da trekking.

Quella giornata mi hanno dato una sicurezza incredibile e mi hanno aiutata tantissimo nei tratti più scivolosi.

Se posso darti un consiglio, non lasciarli mai a casa, soprattutto quando affronti escursioni in montagna.

Alla fine torniamo al camper stanchi ma felici, con altri 14,5 km e 860 metri di dislivello positivo nelle gambe.

E pensare che questa doveva essere la giornata “tranquilla”!

Dove abbiamo trascorso la notte

Prima di cena ci fermiamo a fare un po’ di spesa al Despar.

Successivamente percorriamo una ventina di chilometri fino a raggiungere il parcheggio gratuito di fronte al Ristorante Rio Gere, nei pressi di Cortina d’Ampezzo.

Domani ci aspetta una delle mete più famose di tutte le Dolomiti.

⚠️ Errore dei Vanveri

Non sempre il sentiero più spettacolare è anche quello più adatto.

Prima di scegliere un percorso alternativo controlla sempre il livello di difficoltà e il tipo di terreno, soprattutto se affronti escursioni con forti dislivelli.

GIORNO 11 – Escursione al Lago di Sorapis

Finalmente il Lago di Sorapis

È Ferragosto.

Siamo in vacanza e, per una volta, decidiamo di non puntare la sveglia troppo presto.

Col senno di poi…

È stato un errore.

La meta di oggi è il famosissimo Lago di Sorapis, probabilmente uno dei laghi più fotografati delle Dolomiti.

Iniziamo a camminare intorno alle dieci del mattino e raggiungiamo il Rifugio Alfonso Vandelli dopo circa due ore e quarantacinque minuti di cammino.

Quando finalmente compare davanti ai nostri occhi il lago, capiamo subito perché sia diventato così famoso.

L’acqua ha un incredibile colore turchese che sembra quasi irreale.

Uno spettacolo che merita davvero di essere visto almeno una volta nella vita.

Ferragosto tra sentieri e tanta gente

Purtroppo, insieme al panorama, troviamo anche una quantità impressionante di persone.

Escursionisti esperti, famiglie e tantissimi turisti affrontano il sentiero tutti nello stesso momento.

Nei punti più stretti si formano vere e proprie code.

Per alcuni minuti sembra quasi di essere in fila al supermercato il sabato pomeriggio.

Pazienza.

La colpa è anche nostra.

Se ci fossimo svegliati qualche ora prima probabilmente ci saremmo goduti il lago con molta più tranquillità.

A fine giornata il nostro orologio registra 15,8 km e 500 metri di dislivello positivo.

Dove abbiamo trascorso la notte

Nel tardo pomeriggio torniamo verso la Val di Fiemme.

Per comodità decidiamo di dormire nuovamente nel parcheggio del campo sportivo di Ziano di Fiemme, lo stesso che avevamo utilizzato all’inizio della vacanza.

La scelta perfetta per avvicinarci alla tappa del giorno seguente.

💡 Consiglio dei Vanveri

Se vuoi visitare il Lago di Sorapis in estate, parti molto presto al mattino.

Troverai meno persone sul sentiero, parcheggerai più facilmente e potrai goderti il lago con molta più tranquillità.

GIORNO 12 – Val Venegia e Baita Segantini

Una delle vallate più belle delle Dolomiti

Per oggi scegliamo un’escursione decisamente più rilassante rispetto ai giorni precedenti.

Raggiungiamo la Val Venegia, all’interno del Parco Naturale di Paneveggio, e lasciamo il camper nel primo parcheggio a pagamento.

Dopo circa venti minuti di cammino arriviamo alla Malga Venegia, ma decidiamo di fermarci soltanto al ritorno.

Il sentiero è molto largo, quasi completamente pianeggiante e adatto praticamente a tutti.

Ma non lasciarti ingannare dalla semplicità del percorso.

Per tutta la camminata siamo accompagnati da una vista spettacolare sulle Pale di San Martino, che sembrano seguirci passo dopo passo.

Una dolce pausa alla Baita Segantini

Raggiungiamo la Baita Segantini, uno dei luoghi simbolo di questa vallata.

Dopo una breve sosta iniziamo il percorso ad anello che ci riporta verso valle attraversando pascoli, malghe e tantissime mucche al pascolo.

Prima di rientrare al camper manteniamo la promessa fatta all’andata.

Ci fermiamo finalmente alla Malga Venegia e ci concediamo un buon dolce.

Dopotutto… dopo tutti questi chilometri ce lo siamo meritato.

La giornata si conclude con 13,8 km percorsi e 530 metri di dislivello positivo.

Dove abbiamo trascorso la notte

Nel tardo pomeriggio ci spostiamo a Campitello di Fassa, dove trascorriamo la notte nel parcheggio gratuito della funivia Col Rodella.

Domani, per una volta, ci aspetta una giornata decisamente più rilassante.

GIORNO 13 – Una giornata di relax a Canazei

Ogni tanto bisogna rallentare

Dopo quasi due settimane di trekking, le gambe iniziano a farsi sentire.

Così decidiamo di prenderci una piccola pausa. Niente sentieri, niente dislivelli e, soprattutto, niente sveglia all’alba.

Questa giornata la dedichiamo a Canazei, uno dei borghi più conosciuti della Val di Fassa.

Passeggiamo senza una meta precisa tra le vie del centro, curiosando tra i negozi di articoli sportivi e quelli dedicati ai prodotti tipici di montagna.

Ogni tanto è bello anche così.

Sedersi su una panchina, mangiare un gelato, osservare le persone che passeggiano e respirare quell’atmosfera di vacanza che solo i paesi di montagna riescono a trasmettere.

Dopo tutti i chilometri percorsi nei giorni precedenti, questa giornata ci è servita per ricaricare le energie.

Dove abbiamo trascorso la notte

Decidiamo di rimanere ancora a Campitello di Fassa, nel parcheggio della funivia Col Rodella.

Domani ci aspetta l’ultimo grande trekking di questa vacanza.

GIORNO 14 – Trekking al Lago di Antermoia

L’ultima grande fatica del viaggio

La penultima giornata in Trentino ci regala anche una delle escursioni più impegnative.

Partiamo di buon mattino dal parcheggio della funivia Col Rodella e iniziamo la lunga salita verso il Lago di Antermoia.

Per raggiungere il lago esistono due possibilità: affrontare l’intero trekking a piedi, come abbiamo scelto di fare noi, oppure utilizzare la navetta a pagamento che permette di accorciare notevolmente il percorso (risparmi un’ora di salita e ti porta al Rifugio Micheluzzi), rendendo l’escursione più accessibile anche a chi non è particolarmente allenato.

Noi, ormai fedeli alla filosofia che ha accompagnato tutto questo viaggio, scegliamo ancora una volta di camminare.

Il sentiero attraversa boschi, prati e paesaggi sempre diversi. Più saliamo e più le montagne sembrano avvicinarsi.

La fatica si fa sentire, ma ormai siamo allenati.

Dopo tutti i trekking affrontati nei giorni precedenti, affrontiamo il dislivello con molta più tranquillità rispetto all’inizio della vacanza.

Uno degli ultimi panorami delle Dolomiti

Quando finalmente raggiungiamo il Lago di Antermoia, ci fermiamo in silenzio ad osservare il panorama.

L’acqua è immobile, le montagne si riflettono sulla sua superficie e per qualche minuto ci dimentichiamo completamente della stanchezza.

Sono questi i momenti che ci fanno amare così tanto la montagna.

Ci sediamo sulle rive del lago, mangiamo qualcosa e ci godiamo gli ultimi istanti di questa splendida escursione prima di iniziare il rientro.

Anche oggi il contachilometri degli scarponi segna un’altra lunga giornata di cammino.

Dove abbiamo trascorso la notte

Torniamo ancora una volta al camper, ci concediamo una cena meritata e trascorriamo l’ultima notte tra le Dolomiti.

Domani ci aspetta l’ultimo giorno di questa fantastica avventura.

💡 Consiglio dei Vanveri

Anche se è l’ultimo trekking della vacanza, non sottovalutarlo. Porta sempre con te acqua a sufficienza, qualcosa da mangiare e controlla il meteo prima di partire. In montagna le condizioni possono cambiare molto velocemente.


GIORNO 15 – Ferrata Cermiskyline e Laghi di Bombasel

Un finale adrenalinico

Siamo arrivati all’ultimo giorno.

Prima di rientrare a casa vogliamo concederci un’ultima avventura.

Raggiungiamo il comprensorio del Cermis e saliamo con gli impianti fino alla partenza della Ferrata Cermiskyline.

Per noi è un’esperienza completamente nuova.

L’emozione è tanta, così come un pizzico di timore, ma passo dopo passo acquistiamo sicurezza e iniziamo a goderci ogni tratto del percorso.

Le pareti rocciose, i passaggi attrezzati e il panorama che ci circonda rendono questa esperienza il modo perfetto per concludere il nostro viaggio.

Relax ai Laghi di Bombasel

Terminata la ferrata decidiamo di non rientrare subito.

Ci stendiamo in riva ai Laghi di Bombasel, incastonati tra le montagne e caratterizzati da un’acqua limpida che riflette il cielo.

Non diciamo quasi nulla.

Forse perché sappiamo entrambi che la vacanza sta davvero finendo.

È uno di quei momenti in cui si prova un misto di felicità per tutto quello che si è vissuto e di malinconia perché si vorrebbe restare ancora qualche giorno.

Il nostro viaggio in Trentino finisce qui

Rientriamo al camper, sistemiamo gli zaini per l’ultima volta e imbocchiamo la strada verso casa.

Quindici giorni sono volati.

Abbiamo camminato tantissimo, scoperto luoghi che sognavamo da anni e collezionato ricordi che porteremo sempre con noi.

Le Dolomiti ci hanno messo alla prova, ma ci hanno anche regalato alcuni dei panorami più belli che abbiamo mai visto.

E forse è proprio questo il bello dei viaggi in camper.

Ogni volta torni a casa un po’ più stanco… ma anche un po’ più ricco.

Conclusioni

Se sei arrivato fin qui, grazie per aver viaggiato insieme a noi.

Speriamo che il nostro itinerario di 15 giorni in Trentino in camper possa esserti utile per organizzare la tua prossima avventura tra le Dolomiti. Abbiamo cercato di raccontarti il nostro viaggio così com’è stato davvero: con panorami incredibili, tanta fatica, qualche errore, qualche imprevisto e tantissime emozioni.

Come avrai notato, in questo articolo ci siamo concentrati sul diario di viaggio. Se invece stai cercando informazioni pratiche su dove fermarti con il camper, stiamo preparando un articolo dedicato con tutte le aree sosta, i parcheggi, i costi, i servizi e le coordinate GPS utilizzate durante il nostro itinerario. Appena sarà online, lo troverai collegato qui.

Nel frattempo, se hai una domanda, un dubbio o vuoi raccontarci la tua esperienza in Trentino, lascia un commento qui sotto: ci farà davvero piacere confrontarci con altri camperisti.

E se ami i viaggi in camper, i trekking e gli itinerari on the road, ti aspettiamo anche sui nostri canali social Vita da Vanveri. Ogni settimana condividiamo nuovi diari di viaggio, consigli pratici, manutenzioni del camper e tante idee per vivere questa splendida passione.

Ci vediamo nel prossimo viaggio… sempre con il camper davanti e una nuova strada da scoprire. 🚐🏔️

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